La Scacchiera, un opera fatta dal'artista forlivese Carmen Silvestroni, 1975. The Chessboard, work created by Italian Transavantgarde artist Carmen Silvestroni, 1975.
Scacchiera (Il gioco della dama) 1975  /  Chessboard (The game of dama) 1975
   La "Scacchiera" è un'installazione che si compone da 19 a 25 caselle che rappresentano una scacchiera, collocate - a quanto pare - in modo casuale sul pavimento con la maggior parte dei riquadri della scacchiera in realtà mancanti. Da ciascuno dei nove riquadrati installati si ergono figure di forma femminile nelle diverse fasi dell’evoluzione nell’emancipazione. L'altezza di ogni riquadro varia a seconda della posizione della figura femminile in ogni fase verso la sua liberazione.

   The “Chessboard” is an installation that comprises of 19 to 25 squares representing a chessboard, apparently-randomly placed on the floor with most of the chessboard squares actually missing. From each of nine of the installed squares spring figures of the female form at different stages of evolution in emancipation. The height of each square differs depending on the stance of the female figure in each stage towards liberation.

   Carmen cammina sullo sfondo nell'installazione della Scacchiera nella’esposizione del 1989 Presso la Rocca di Caterina Sforza a Forlì
   Carmen walks behind her installation of The Scacchiera at The Castle of Caterina Sforza in Forli, 1989.

   Un altro concetto dell'installazione alla stessa esposizione del 1989 Presso la Rocca di Caterina Sforza a Forlì
   Another concept for the installation at the same exhibition at the Castle of Caterina Sforza in Forli, 1989.

   Dopo la morte di Carmen, le figure della scacchiera sono state riprodotte in bronzo nel 2002 e installate presso il Parco Urbano Franco Agosto a Forlì.
   Five years after Carmen's death, the figures of the Chessboard were cast in bronze in 2002 and installed at the Parco Urbano Franco Agosto in Forli.

    Schacchiera (1976)

Carmen chiamò inizialmente la sua opera "Il gioco della dama" considerando implicito il concetto di progressione della donna "dama" come emancipazione.



introduzione di Dimitris Sivyllis per carmensilvestroni.org

Carmen ha creato "Scacchiera" nel 1976, opera che possiamo qui vedere nella esposizione del 1989 presso la Rocca di Caterina Sforza a Forlì, nella sistemazione e presentazione voluta da Carmen stessa

In questa fotografia, dove l'opera includeva otto quadrati vuoti, si vede Carmen camminare nello sfondo dell'installazione.

L'opera si compone di una selezione di blocchi squadrati che rappresentano i quadrati di una scacchiera. Il collegamento tra semplici blocchi e il concetto della scacchiera si ha congiungendo i blocchi agli angoli, così come sono su una scacchiera, e si arriva all'evocazione della scacchiera enfatizzando il design attraverso l'assenza di molti dei blocchi. Una scacchiera ha 64 quadrati. Carmen ha presentato solo 19 - 25 blocchi, in tempi diversi, disposti in maniera apparentemente casuale sul pavimento vuoto.

Questa successiva fotografia, dalla stessa mostra del 1989 alla Rocca di Caterina Sforza a Forlì, presa in un momento diverso, presenta 10 riquadri vuoti. E sotto, nello studio di Carmen, vediamo almeno 16 riquadri vuoti accatastati contro l'angolo, accanto alle figure che sono già sui loro propri blocchi. Una chiara indicazione della volontà di Carmen.

La genialità del lavoro è l'uso della scacchiera e le sue connotazioni, come trampolino di lancio per lo spirito, l'evoluzione della coscienza dell'identità femminile e della liberazione, simboleggiato da momenti successivi in questa evoluzione. Questa successione è espressa usando lo sviluppo nelle pose della figura femminile, da completamente accovacciata sul pavimento, in posa numero uno, ad essere completamente dritta in posa numero nove. Proprio come la scacchiera induce a un pensiero progressista e di strategia, così la figura femminile utilizza tale ambiente per svilupparsi in identità e libertà del corpo e dello spirito.

Dei 19 - 25 quadrati della scacchiera che Carmen ha usato a volte nella presentazione dell'opera, solo 11 sono occupati dal corpo femminile. Le prime due pose occupano due quadrati ciascuna, le restanti sette occupano un quadrato ciascuna. Ci sono 8 - 14 blocchi che sono vuoti, e altri 44, circa, assenti dai riquadri totali 64 di una scacchiera. L'altezza dei blocchi aumenta di tre diversi livelli attraverso la progressione delle pose. I blocchi vuoti e i quattro blocchi utilizzati dalle prime due pose hanno lo stesso basso livello. Le pose 4, 5 e 6 sono immesse su blocchi leggermente più alti, la parte superiore dei quali si erge poco più di quelli inferiori. Le pose 6, 7, 8 e 9 sono ancora più elevate. Un quadrato vuoto è di altezza intermedia tra la posa 3 e 4 ed è sistemato alla destra della posa numero 4, con la posa numero 3 collocata sul lato opposto.

La differenza di altezza da terra delle superfici dei blocchi suggerisce che Carmen abbia utilizzato l'altezza per indicare un'ulteriore dimensione di progressione, in aggiunta ai 64 riquadri di una scacchiera. Tale scelta può simboleggiare che i mancanti 44 riquadri non sono in realtà assenti, ma si trovano allo stesso livello del suolo su cui l'opera giace, dissolvendosi a quel livello del suolo su cui chi osserva l'opera si trova e rendendo così chi osserva una parte organica dell'opera stessa, poiché si trova letteralmente su uno dei riquadri "mancanti" della scacchiera osservando l'opera, con l'invito a diventare parte di essa.

Nel 2002, cinque anni dopo la morte di Carmen, le figure dell'evoluzione nella posa della donna sono state fuse in bronzo e il lavoro è diventato una mostra permanente presso il parco urbano "Franco Agosto" di Forlì.

La presentazione del lavoro nel parco ha ignorato la scelta di Carmen di includere i blocchi vuoti. Sono state parimenti ignorate le scelte originali di Carmen sulle variazioni dell'altezza dei blocchi, e il posizionamento originale di Carmen delle figure, dando, dopo la sua morte, un'interpretazione della sua opera e attenzione ad essa diversa e possibilmente fuorviante. È stata presentata con accento esclusivamente sulle "statue" delle nove figure immesse su piattaforme, invece di essere poste sui riquadri di una scacchiera, e si trasforma chi osserva in un ospite, invece di un partecipante.

Dimitris Sivyllis
    Chessboard (1976)

Carmen originally called the work the game of Dama, Dama, in Italian, is the game of checkers, which is played on a chessboard. In Italian, dama also means woman, which provides the play on words evoking the emancipation of woman.


commentary by Dimitris Sivyllis for carmensilvestroni.org


Carmen created The Scacchiera in 1976, seen here in the 1989 exposition at the Rocca di Caterina Sforza in Forli as arranged and presented by Carmen herself.

In the photo to the left, where the work included eight empty squares, Carmen is seen walking at the far side of the installation.

The work consists of a selection of square blocks which represent the squares of a chessboard. The connection between the blunt squares and the concept of the chessboard is made by attaching the squares at the corners, just as they are on a chessboard, and the evocation of the chessboard is arrived at by emphasizing the design through the absence of several of the squares. A chessboard has 64 squares. Carmen presented only 19 to 25 squares, at different times, arranged in a seemingly haphazard manner on the empty floor.

This next photograph, from the same 1989 exposition at Rocca di Caterina Sforza in Forli, taken at a different time, shows 10 empty squares. And below, at Carmen's studio, we see at least 16 empty squares stacked against the corner, next to figures which are already on their own squares. A clear indication of Carmen's intention.

The genius of the work is the use of the chessboard, and its connotations, as a springboard for the spirit -the evolution of consciousness in female identity and liberation, symbolized by progressive moments in that evolution. These progressive moments are shown by using evolving stances of the female figure, from crouching completely on the floor, in stance #1, to being fully erect in stance #9. Just as the chessboard suggests progressive thought and strategy, so the female figure utilizes that environment to evolve in identity and freedom of the body and spirit.

Of the 19 to 25 chessboard squares which Carmen has used at times in the presentation of the work, only 11 are occupied by the female form. The first two stances occupy two squares each, the remaining seven occupy one square each. There are 8 to 14 squares that are empty, and another 44, approximately, that are missing from the 64 total of a chessboard. The height of the squares increases by three different levels through the progression of the stances. The empty squares and the four squares utilized by the first two stances are the same low height. Stances 4, 5 and 6 are placed on slightly taller squares, the top surface of which rises slightly over the lower ones. Stances 6, 7, 8 and 9 are yet higher. One empty square is of a height intermediate between stance 3 and 4 and is positioned to the right of stance #4, with stance #3 positioned at the opposite side.

The difference in the height of the surfaces of the squares from the ground suggests that Carmen has used height to signify one of the dimensions of progression over and above the 64-square chessboard, which, in turn may signify that the missing 44 squares are not actually missing, but are at the same level as the ground upon which the work stands, vanishing at that ground level upon which the observer of the work stands, thus making the observer an organic part of the work, while the observer stands literallly on one of the "missing" chessboard squares observing the work, invited to become a part of it.

In 2002, five years after Carmen's death, the figures of the evolution of the woman's stance were cast in bronze and the work became a permanent exhibit at the City Park of Forli, where woman stands on pedestals instead of checkers of intelligence.

The presentation of the work in the park ignored Carmen's choice to include the empty squares. It ignored Carmen's original choices on the height variations of the squares, and Carmen's original placement of the figures, giving, after her death, a different and possibly misleading interpretation and focus on her work. It is presented with emphasis solely on the "statues" of the nine figures placed on stands, as opposed to beingplaced on the squares of a chessboard, and it turns the observer into a visitor instead of a participant.

Dimitris Sivyllis
 







  Carmen, nell’allestimento de “La scacchiera” alla Rocca di Ravaldino, Forlì, nel 1989, sembra commentare qualcosa sull’opera, mentre è rannicchiata in uno spazio che rappresenta una delle caselle vuote della scacchiera. Sarebbe molto interessante avere una registrazione di qello cheu stava cercando spiegare in quel momento.

  Carmen, at an installation of the chessboard in Rocca di Ravaldino, Forlì, in 1989, appears to be explaining something about the work, while crouching in a space which represents one of the "empty" chess board squares. It would be very interesting to have a record of what she was trying to explain at that moment.


 
         

  Carmen constantly re-thought and experimented with the arrangement of the squares in the installation. At the 1989 exhibition in the Castle of Caterina Sforza at Forli, which lasted for one month, she showed the above two completely different arrangements. One interesting aspect was that in every arrangement she made, the chessboard square for stance #9, the final stance of liberation, was “outside” the chessboard limits as those limits were defined by the position of the other stances and squares.
 
  Carmen costantemente ha ripensato e sperimentato con la disposizione dei riquadri l'installazione. Alla mostra del 1989 nella Rocca di Caterina Sforza a Forlì, che è durata un mese, ha mostrato queste due modalità completamente diverse. Un aspetto interessante è che in ogni disposizione che ha fatto, il riquadro della scacchiera per la posizione # 9, la posizione finale della liberazione, era "fuori" i limiti della scacchiera come se tali limiti fossero definiti dalla disposizione delle altre posizioni e dei riquadri.
 
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  In this photo of a corner at Carmen’s studio the stances are stored, female figures and chessboard squares together. Another very strong indication that in Carmen’s eye the chessboard squares and the female figures were integral parts of the one work, the Chessboard.
 
  In questa foto di un angolo nello studio di Carmen le posizioni sono immagazzinate, le figure femminili e i riquadri della scacchiera insieme. Un altra indicazione molto forte del fatto che agli occhi di Carmen i riquadri della e le figure femminili fossero parte integrante di un opera unica, la Scacchiera.
 



 

  L'installazione della Scacchiera in una mostra al Palazzo Albertini nel 2000, tre anni dopo la morte di Carmen. Qui i curatori delle installazioni hanno già rimosso i riquadri della Scacchiera che hanno sostituito con piedistalli più alti per mostrare, invece che sostenere, ogni figura femminile. Le nove statue sono diventate proprio questo: "statue" e l'unificazione solidale con la scacchiera su cui si gioca la partita di emancipazione è perduta. Questa errata interpretazione del lavoro di Carmen porterà, due anni più tardi, all'installazione nel Parco Urbano dove le figure femminili spiccano eternamente sui loro piedistalli e il concetto di scacchi nel titolo dell'opera è scomparso dall'installazione.

  Installation of the Chessboard at an Exhibition at the Palazzo Albertini in 2000, three years after Carmen’s death. Here the curators of the installations have already removed the squares of the Chessboard and have substituted taller stands to showcase rather than support each female figure. The nine statues have become just that: “statues” and the integral unification with the chessboard upon which the game of emancipation is played is lost. This misinterpretation of Carmen’s work would lead, two years later to the installation in the Parko Urbano where the female figures stand eternally on their pedestals and the concept of chess, in the title of the work, is lost.

 
         
 
Elisa, Nicoletta, Edoardo, Giacomo, Manuele, Rachele, Veronica e Margherita alla Scacchiera nel Parco Urbano, 26/05/2002. Foto di Rosanna Parmeggiani.
Elisa, Nicoletta, Edoardo, Giacomo, Manuele, Rachele, Veronica and Margherita at the Chessboard in the Parco Urbano, 5/26/2002.


Amiche di Carmen alla Scacchiera nel Parco Urbano, 26/05/2002.

Rachelee, Margherita, Cecilia, Dimitris e Giacomo

 
Giacomo, Rachele, Cecilia e Margherita alla scacchiera nel Parco Urbano, 15 anni dopo per il XX anniversario della morte di Carmen 14/03/2017.
Giacomo, Rachelle, Cecilia and Margherita at the Chessboard in Parco Urbino 15 years later on the 20th anniversary of Carmen's death on 3/14/2017


Carmen's nieces and nephew retake the original photo 15 years later.


Rachele, Giacomo, #9, Cecilia e Margherita
 
 

 
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