Eventi in memoria del'artista forlivese Carmen Silvestroni, 1939-1997 / Events on the legacy of Italian Transavantgarde artist Carmen Silvestroni.
docenza / teacher
 
  Carmen Silvestroni (1939-1997)


Carnen Silvestroni nasce a Forlì il 28 gennaio 1939 in una grande casa voluta dal padre per una numerosa famiglia che negli anni '50 contava nove figli e accoglieva con affetto una incomparabile nonna: dodici persone, in quella casa, per vari anni.

Nel 1960 si diploma maestro d'arte presso l'Istituto per la Ceramica di Faenza sotto la guida dei maestri Angelo Biancini e Carlo Zauli. Nello stesso anno il professor Sergio Selli le affida il restauro clelIa statua di san Mercuriale posta tuttora sotto l'altar maggiore della Basilica del Santo a Forlì.

Compie varie esperienze come decoratrice in una fabbrica di ceramica a Miramare di Rimini, come cartellonista per vari anni alla Fiera di Forlì, come insegnante presso la Scuola Regionale d'Arte di Grammichele in provincia di Catania.

Lasciata la Sicilia si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Bologna dove si diploma nel 1966 con tesi di licenza sulla scultura precolombiana. Fondamentale per la sua formazione risulterà l'insegnamento di Umberto Mastroianni, direttore e titolare di cattedra dell'Accademia, dove un anno più tardi, nel 1967, diventa docente di Plastica Ornamentale, insegnamento che ricoprirà fino al 1995.

Carmen lavora senza sosta a partire dalla seconda metà degli anni '50; nel 1966 trova la nicchia ideale per lo svolgimento della sua attività, nello studio di via Pellegrino Laziosi a Forlì, dove resta per oltre trent' anni.

Concretizza negli ultimi anni di vita il sogno di costruirsi uno studio - laboratorio acquistando e facendo ristrutturare una piccola casa di periferia nella quale però non farà in tempo a trasferirsi.

L'interesse per le diversità culturali dei popoli, per le civiltà lontane, per l'umanità non omologata, la spingono, nel corso degli anni, ad intraprendere viaggi privilegiando soprattulto i paesi dell' est europeo, nordafricani, rnediorientali ed asiatici: Romania, Bulgaria, Marocco, Algeria, Tunisia, Siria, Giordania, Turchia, Persia, India.

II fascino di queste culture si farà sentire nella sua produzione artistica. I suoi ultimi viaggi hanno come meta l'America Latina: in Costarica stabilisce contatti per una collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di San Josè. In quello stesso periodo prende precisi accordi per fondare, insieme con Padre Marcello Vandi, una scuola di ceramica per i ragazzi della missione di Carupano in Venezuela.


La malattia prima ed in seguito la morte interrompono questi progetti. Carmen muore il 14 marzo 1997 nella sua città.



Carmen non ha mai chiamato se stessa artista, allo stesso modo in cui i veri artisti non cercano, o assegnano a se stessi titoli ed etichette. Per un vero artista, l'etichetta di "artista" pare irrilevante. Questa particolare artista, che era di professione insegnante di arte a Bologna, ogni volta che veniva chiamata un'artista, avrebbe risposto che lei era solo una brava artigiana.

Colei che crea espressioni che sono senza tempo e oltre i confini sente istintivamente che la "bellezza" esiste unicamente in ogni essere vivente e sfida definizione o regole. L’Arte ispira quando fornisce nutrimento per ogni anima e lo spirito; non quando dirige. Carmen potrebbe non essere nemmeno a conoscenza che il corpo del suo lavoro avrebbe ispirato esattamente quel contesto, di rompere le regole – di prendersi cura per gli altri nell'esprimere e nel mettere in discussione la nostra condizione in un modo che era spesso anti-istituzionale. Nella sua visione della raggiungimento dal parte dell'umanità al divino, l'uomo offre la sua mano tesa come sulla Cappella Sistina, solo che nella visione di Carmen, Donna e Uomo sono insieme, lei sta partorendo, e alla destra dell'immagine, invece di Dio proteso verso l'umanità vi è la polizia, avvolta nelle tenebre. Nella Via Crucis di Carmen, ogni immagine è adornata con dettagli periferici di umanità, di istruzione, guerra, politica, folla che definiscono il contesto della religione come una bussola creata dall’umanità invece che dalla geografia. Si dice che Carmen sia appartenuta al movimento della Transavanguardia, ma la larghezza e l'ampiezza e i vari stili del suo lavoro e le tecniche sfidano l’idea stessa di classificazione. Carmen può essere nata e potrebbe aver vissuto a Forlì, ma chi era, cosa ha lasciato alle spalle per noi, è di unicità e di un livello che appartiene a ognuno e ovunque.


Visitate anche i film di Carmen




 
  Carmen Silvestroni (1939-1997)


Carmen Silvestroni was born in Forlì, Emilia-Romagna in Italy, on 28 January 1939 in a large house where her parents raised a family of seven daughters and two sons, with one incomparable grandmother; twelve people, through the Second World War, German occupation in 1943, the advances of the allies in 1944 and 1945, and through the fifties and sixties.

In 1960, Carmen graduated Master of Arts at the Institute for Ceramics in Faenza under the tutorship of Angelo Biancini and Carlo Zauli. In the same year Professor Sergio Selli entrusted the restoration of the statue of St Mercurial still placed under the altar of the Basilica del Santo in Forlì.

In the following years she gained further experience working as a decorator in a ceramics factory in Miramare di Rimini, as a poster designer at the Fair of Forlì and as a teacher at the Regional School of Art at Grammichele in the province of Catania in Sicily.

After leaving Sicily Carmen joined the Academy of Fine Arts in Bologna, where she graduated in 1966 with a thesis on pre-Columbian sculpture. Instruction by Umberto Mastroianni, director and chair of the Academy, proved invaluable in the honing of Carmen's skills and since 1967 she became a Professor of Ornamental Art at the Academy, teaching there until 1995.

Carmen worked tirelessly, both professionally and in her personal expression in art, since the second half of the 50s. In 1966, she established the perfect niche, her own studio on Via Pellegrino Laziosi in Forli, where she remained for over thirty years.

Towards the end of her life, Carmen worked to bring to fruition the dream to own her own studio-workshop. She bought and renovated an old, small house in the suburbs of Forlì. Carmen was to pass away in 1997 before being able to move in.

Her deeply rooted interest in the cultural diversity of peoples, in distant civilizations and in the plight of humanity that is rejected by the main stream, pushed her, through the years, to journeys and voyages of discovery in the countries of Eastern Europe, North Africa, and Asia: Romania, Bulgaria, Morocco, Algeria, Tunisia, Syria, Jordan, Turkey, Persia, and India.

She channeled the charm of these cultures in her work. Carmen's final travels took her to Costa Rica in Latin America: There she established contacts and a collaboration with the Academy of Fine Arts in San Jose. She made plans and agreements, together with Father Marcello Vandi, to create a pottery school for boys in the Carupano mission in Venezuela.

Carmen's illness, followed by her untimely passing, delayed and finally put an end to these projects. Carmen died March 14, 1997 in her hometown of Forlì.


Carmen never called her self an artist, as true artists never look for, or assign themselves titles and labels. To a true artist, the label “artist” sounds irrelevant. This particular artist, who was by profession a teacher of art in Bologna, whenever called an artist, would respond she is just a competent technician.

One who creates expressions that are timeless and beyond borders instinctively feels that beauty, “bellezza”, exists uniquely in every living being and defies definition or rules. Art inspires when it provides nourishment for each soul and spirit; not when it directs it. Carmen may not have even been aware that the body of her work would inspire in exactly that context, of breaking the rules –of caring for others in expressing and in questioning our predicament in a manner that was often anti-establishment. In her vision of humanity’s reach to the divine, Man offers his extended hand like on the Sistine Chapel, only in Carmen’s vision Woman and Man are together, she is giving birth, and to the right of the image, instead of God reaching out towards humanity is the police, shrouded in darkness. In Carmen’s Stations of the Cross, each image is adorned with peripheral details of humanity, of education, war, politics, mobs that define the context of religion as a human-made compass rather than a geography. Carmen is said to have belonged to the Transavantgarde movement, but the width and breadth and varied styles of her work and techniques defies classification. Carmen may have been born and may have lived in Forli, but who she was, what she left behind for us, is of a uniqueness and of a level that belongs to everyone, everywhere.




Also see the films of Carmen




 

visitate la pagina Espressioni di Carmen: Una raccolta di foto di Ferdinando Cimati.
visit the page Expressions of Carmen: A collection of photos by Ferdinando Cimati.
sito web disegnato e curato da thinkworks.com / website designed and maintained by thinkworks.com     chi siamo / about us   |  contattaci / contact us   |  home
per Carmen, © 2017 tutti i diritti riservati / all rights reserved: nessuna parte di questo sito può essere riprodotta senza autorizzazione / Reproduction prohibited by law